Dancing in the dark-2

Mi chiamo Fiamma, io ballo da sola.
Era un dopocena estivo e, in giardino, stavo leggendo un libro di fotografia (strano…!).
Dietro di me, nel buio, si consumava una candela alla citronella che avevo usato a cena per tenere lontane le zanzare.
La fiammella continuava a distogliere la mia attenzione dalla lettura, peraltro interessante. Sembrava che qualcuno mi bussasse sulla schiena dicendo: sono qui, vieni a guardarmi!
Presi una delle mie macchine fotografiche, quella con il 300 e mi misi davanti alla luce della candela, cominciando a scattare di continuo, preso da un istintivo bisogno di fermare quei bagliori.
Avevo la sensazione che quel fuoco volesse farmi capire qualcosa, ma non mi fu chiaro fino a quando cominciai a sviluppare le immagini al computer.
Ecco che apparve Lei (Fiamma, quello è il suo nome) che aveva danzato davanti ai miei occhi che non vedevano, ma anche davanti alla mia fotocamera che invece, fortunatamente (?) aveva fissato i suoi movimenti, le sue pause, i suoi slanci, le torsioni, le piroette, i raccoglimenti e le distensioni in un fluttuare etereo fino al momento in cui si è stesa a terra, stanca ma felice di aver ballato solitaria nella notte fonda.
Io ignaro spettatore ora offro a voi lo spettacolo di Fiamma…